My top “Va va voom!” products

Lo dico subito, io questo tag non pensavo di farlo. La verità è che per farmi sentire figa, faiga o fiqua, o quel che volete voi, mi occorre un illusionista, un esorcista, un lavaggio del cervello, la rottura di tutti gli specchi del pianeta.
Che insomma, anche se mi trucco per cercare di essere meno orrenda, non mi sento mai veramente carina, figurarsi “guardarmi allo specchio e piacermi davvero” come dice Drama nel post dedicato a questo tag da lei inventato.
Però ho visto un sacco di post carini in giro, soprattutto pieni di prodotti fighissimi.
Poi ho pensato che potevo mettere nell’elenco un paio di scarpe, che se proprio non mi fanno sentire figa, almeno mi fanno sembrare alta, tipo i sandali di vernice rosa confetto di Dolce & Gabbana (che detto così sembrano tremendi, ma fidatevi: sono molto peggio, pensate che io le chiamo “le mie scarpe da travone”).
Alla fine mi sono detta che se anche io non sono granché, alcuni dei miei prodotti sono fighi anche da soli e il post è così carino e divertente che perché no?
Perciò eccoli qui i miei prodotti “va va voom!”, che devo dire, tirarne fuori ben 5 è stata una fatica di Sisifo.
“In questo caso non sono cinque prodotti che da soli fanno un trucco nè che devono per forza essere usati tutti all’interno dello stesso makeup.” (citato pedissequamente dal post di Drama).

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1.  Cipria Primed and Poreless di Too Faced. Sta finendo, tristezza infinita.
Ora, lo so che fa strano mettere una cipria tra i prodotti che ci fanno sentire fighe, ma a me non era mai capitata una cosa così. Mi spennello questa polverina magica sul faccione e sono subito opaca, ma in modo naturalissimo e luminoso e per di più la pelle assume una consistenza stranissima e meravigliosa, supermorbida, uniforme, quasi “gommata”, tipo che passerei le ore a tocchicciarmi la faccia, che non è proprio ciò che una dovrebbe fare per mantenersi opaca ecco. Adoro.
2. Pore Minimizer di Clinique. Questa è già la seconda confezione che compro di questo prodotto. So bene che è un concentrato di siliconi e che la pelle non li gradisce molto (infatti se lo uso per tre giorni di fila mi riempio di brufoli), ma l’effetto che fa è stupendo, proprio come la Primed and Poreless, anzi quasi un po’ meglio. Viene utilizzato esclusivamente sul naso e sul meno in situazioni in cui voglio avere una pelle di bambola.
3. Illuminante in crema Splendore di Lush. Non sono una fan degli illuminanti e infatti anche questo viene usato raramente, in genere sugli zigomi, prima del fondotinta (o se il fondo è liquido li mescolo insieme), per dare un effetto un po’ “sera” al look. Fa un effetto abbastanza carino e mi ringiovanisce anche un po’.
4. Smalto rosso Laquered Up di Essie. Smalto rosso da femme fatale, però sulle unghie corte (lunghe non riesco più a tenerle).
5. Rossetto MAC Red di MAC. Lo so, hanno messo quasi tutte Rebel, io ci metto MAC Red. Ho un rapporto travagliato con i rossetti rossi. Mi sono sempre piaciuti, ma faccio fatica a portarli. Li metto anche la mattina in ufficio a volte, ma mi sento sempre “con il rossetto rosso addosso”. Tuttavia trovo questo colore perfetto per un’occasione speciale e mi fa sentire un po’ come uscita da un quadro di Tamara de Lempicka (la adoro. Andai a comprarmi un rossetto rosso dopo aver visto una sua mostra).

E voi? Quali sono i vostri prodotti “va va voom!”, se li avete?

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Mineral Days – Il mio haul Neve Cosmetics

Le clienti Neve Cosmetics sicuramente sapranno già che è in corso fino a stasera la promozione “Mineral Days”, grazie alla quale si possono acquistare i prodotti minerali (solo quelli minerali!) a prezzi scontati, le spese di spedizione ammontano a soli € 1,50 ed è in promozione un nuovo set di pennelli da viaggio.
Vi mostro quello che ho comprato io, questo post non è né recensione, né prime impressioni, ma solo una condivisione dell’apertura del mio pacchetto, arrivato venerdì scorso.
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Il pacchetto ancora chiuso, in attesa di essere aperto.

ImmagineL’apertura, insieme alla mia fedele collaboratrice.

 

ImmagineI veri e propri acquisti minerali. 
1. Cipria Hollywood. Sto finendo l’amatissima Primed & Poreless di Too Faced e questa di Neve costa (in offerta) un terzo. Ne ho sentito parlare molto bene ed è la ragione principale di questo ordine. Non l’ho ancora aperta, prima voglio finire l’altra.
2. Blush Cherry Flower in formato mini (perché la full size era finita). Questo era finito nelle “ultime chance” di Neve e anche se non l’avevo mai preso in considerazione, ho letto che è uno dei suoi blush preferiti e poiché spesso condivido i suoi gusti in fatto di colori, ho pensato che valeva la pena provarlo. Questo l’ho già indossato un paio di volte e mi ci sono presa una bella cotta, tanto che medito di fare un salto in un negozio fisico a vedere se per caso hanno ancora da parte una qualche full. E’ vero che i blush in genere mi durano tanto, ma questo mi sta piacendo proprio un sacco: si sfuma bene, è facile da stendere, non è troppo pigmentato quindi non si rischia il disastro e il colore è stupendo. Perché l’hanno tolto dalla produzione? Sob.
3. Ombretto minerale Pixie Tears. Oddio, com’è bello. Allora, questo è un campione omaggio, che ho richiesto nelle note di spedizione. Lo volevo tanto, il colore è stupendo, ma io sono davvero ciompa a mettere gli ombretti in polvere libera (anche quelli compatti eh, però un po’ meno) e avevo tanta paura di spendere soldi per qualcosa che non avrei usato. Allora ho ben pensato di chiedere un campione. Penso che potrei passare ore a guardarlo. Comunque oggi ho provato a metterlo bagnato. Un disastro. Probabilmente il pennello era troppo bagnato, andava steso meglio e io non ho neanche messo il primer, per cui ora è un po’ a chiazze e ha fatto le pieghette (ma mi aspettavo onestamente di vederle prima). Tuttavia, a mio parere, bagnarlo lo mortifica un po’: diventa più scuro e sparisce, almeno sui miei occhi, la stupenda sfumatura teal che mi ha fatto innamorare. Ad ogni modo dovrò studiarlo meglio.
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4. Beauty Farm. Ero incuriosita dalle ottime recensioni e un buono struccante, per di più naturale, fa sempre comodo. Non mi aspettavo un boccettone così gigante, per ora il rapporto quantità/prezzo mi pare ottimo, sulla qualità non posso dire una sola parola, non l’ho provata, prima aspetto di finire gli struccanti in mio possesso. Mi sono solo limitata a sniffarla e ho pensato: “be’, tutto qui?” (non uccidetemi, non sto dicendo che puzza, ma mi aspettavo davvero un profumo da vedere gli angeli e invece niente).
Immagine5. Set pennelli Aqua. Il prezzo era buono, i pennelli di Neve che già avevo mi piacciono molto e mi serviva proprio un set da portarmi in vacanza. Questo è davvero minuscolo, l’ho fotografato apposta accanto alle forbici per dare un’idea delle dimensioni. Mi piace che sia così mignon: fa venir voglia di portarselo dappertutto anche se le mie vacanze 2013 saranno in automobile.
I pennelli non li ho ancora neanche lavati, ma chiunque volesse farsi un’idea di come sono questi nello specifico, farebbe meglio a scapicollarsi a leggere questo post (ebbene sì, ancora lei, ma che posso farci io se è un faro per questo genere di argomenti?). Non aspettatevi niente del genere da me: al massimo al ritorno dalle vacanze vi potrò dire se mi ci sono trovata bene oppure no.
 Immagine6. Pastello labbra Teatro. Io non sono una da rossetto rosso. Cioè: sto cercando di diventarlo. Di recente ho comprato MAC Red, ma come ci dicevamo con la mua in negozio, non è rossetto che si stenda facilmente senza l’ausilio di una matita di contorno. In più mi sono accorta che MAC Red è particolarmente rognosetto e tende a sbavare più di altri miei rossetti (chiari o scuri) in mio possesso. Perciò mi sono procurata Teatro, perché ho pensato che una matita naturale a quel prezzo fosse un ottimo acquisto. L’ho provata ieri per la prima e unica volta, stendendola su tutte le labbra e la prima impressione è stata ottima, sarei tranquillamente andata in giro anche solo con quella addosso. Mi è sembrato anche che possa aiutare il rossetto a stare meglio al suo posto, ma questo è sicuramente un dettaglio che voglio verificare con un po’ più di prove sul campo.
7. Rotating sifter. Uno dei miei blush preferiti di Neve è Bubblegum, che possiedo in formato standard. Peccato che avesse un tremendo sifter a buchetti, dai quali usciva troppo prodotto, che facevo una fatica improba a stendere come si deve. Per non parlare di tutta la polvere rosa che spargevo per il bagno. Ora l’ho sostituito con questo rotante e la mia felicità è cresciuta a dismisura.
Questi erano i miei acquisti. Voi avete comprato qualcosa o pensate di farlo entro la mezzanotte di oggi?

 

 

 

 

 

 

 

Il ponte di San Luis Rey

A luglio sto leggendo poco ma buono.
Un paio di anni fa, su anobii, ho partecipato ad un divertente progetto che cercava di riassumere la letteratura USA dal 1901 a oggi in 50 titoli. Poi non ce l’abbiamo fatta a ridurre così tanto: siamo arrivati a mi pare 98 titoli, ma è stato un lavoro stupendo, istruttivo, interessante e piacevolissimo.
Nel lavoro preliminare avevamo suddiviso il periodo in decenni e io ho curato il lavoro di scrematura degli anni Venti. Mi è piaciuto da matti. E’ stato grazie a quel progetto che ho letto “Il grande Gatsby” (dopo aver letto anni prima “Tenera è la notte” non pensavo che io e Fitzgerald avremmo avuto ancora qualcosa da dirci. E invece). E’ stato grazie a quel progetto che ho letto romanzi buffissimi come “I gentiluomini preferiscono le bionde” e “Ma i gentiluomini sposano le brune”.
Nella decina di titoli che uscì da quel decennio, grazie al contributo di gente che ne sapeva (e ne sa tuttora) ben più di me, c’era anche “Il ponte di San Luis Rey”. Era un romanzo introvabile, incappai in una vecchissima copia al santo Libraccio dei Bastioni diversi mesi fa e me la portai a casa tutta contenta.
Ho finito di leggerlo da poco e se ne parlo è perché la casa editrice Elliot Edizioni ne ha fatto una nuova edizione di recente (non sarei così crudele da esaltare un libro introvabile).
ponte_sanluisrey In breve, questo romanzo racconta di un ponte alla periferia di Lima, che nel 1700qualcosa, crollò mentre alcune persone lo stavano attraversando. Chi erano queste persone? Perché Dio decise che dovevano morire in modo tanto eclatante? Cosa stava per succedere nelle loro vite?
I personaggi che muoiono nel crollo del ponte sono delle personalità abbastanza in vista nella vita sociale peruviana dell’epoca e in un modo o nell’altro sono tutte collegate tra di loro.
Questo che vi ho accennato è solo lo spunto del romanzo, in verità in queste pagine si parla soprattutto di relazioni umane, di come e perché ci si vuole bene e comunque ci si sbaglia.
E’ un romanzo sulla morte, ma anche e soprattutto sulla vita e la conclusione fa pensare che forse sì, davvero tutto accade per una ragione.
E’ un romanzo bellissimo, vale la pena di superare il primo rognoso capitolo e immergersi nelle vite di questi personaggi meravigliosi.

Un’ultima annotazione. Difficilmente giudico un romanzo dall’equazione prezzo di copertina/numero di pagine. Tuttavia a me sembra che € 16 euro siano un po’ troppi per un romanzo di 151 pagine, anche se la Elliott è una piccola casa editrice curata e la traduzione è stata rifatta (per fortuna, perché ce n’era bisogno).
Ad ogni modo il romanzo è valido, molto più di tanti altri ammassi di parole molto più costosi.

My top “I’m late/I can’t be bothered” products

Che carino questo tag inventato da Drama&Makeup, appena l’ho visto ho avuto voglia di rispondere, avevo anche preparato una foto la settimana scorsa e cronometrato un make-up completo (con 6 prodotti però) durato poco più di 4 minuti. Solo che poi a metà giornata il prodotto usato per gli occhi (un Long Lasting Stick Eyeshadow di Kiko) si era tutto raggrumato e infilato nelle pieghette, rivelandosi orribile e mai e poi mai avrei voluto fare un post con quel pastrocchio sulle palpebre.
Così ho deciso di rifarlo e per l’occasione, invece di scegliere la parte I’m late del post, ho preferito I can’t be bothered, ovvero quando non mi interessa avere un particolare aspetto, ma la decenza minima dovrebbe essere garantita.
Dunque: sabato mattina sono andata dal parrucchiere. Le premesse sono:
– ci metto 15/20 minuti (a piedi) ad arrivare dal parrucchiere;
– il mio parrucchiere sta in un quadrilatero di vie, che pur essendo alla periferia di Milano e in un quartiere considerato poco chic, sembrano un buco spazio-temporale che somiglia al centro di una provincia emiliana. Non so se ci avete mai fatto caso, ma le donne della provincia emiliana (ma anche veneta e in Brianza), si vestono e truccano di tutto punto anche per andare dal panettiere. Sono sempre curatissime (io parlo di provincia emiliana perché è quella che mi è capitato di vedere, magari anche a Viterbo, Isernia, Cosenza è lo stesso, solo che io non le ho viste) a qualsiasi ora.
– non c’è nulla che mi faccia sentire più sciatta di essere circondata da donne ben curate.
Fatte le premesse, è ovvio che non avevo nessun bisogno di rendermi presentabile per il parrucchiere, ma attraversando queste quattro vie di eleganza, non volevo aggirarmi per l’isolato come appena caduta dal letto, anche se in effetti un appuntamento al sabato mattina alle 9.30 è stata un po’ una tortura.
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1. Full coverage concealer di Kiko – colorazione n. 02 Naturale. Non posso uscire di casa senza correttore, potrei spaventare vecchi e bambini. Invece con due ditate di questo sotto gli occhi sono presentabile, ce l’ho da diversi mesi e non accenna a finire (ma nemmeno a consumarsi), l’ho preso con uno sconto e quindi l’ho pagato pochissimo, insomma, per me un prodotto approvatissimo.
2. Fondotinta Minerale Neve Cosmetics – colorazione Light Neutral. Uso il fondo minerale solo durante il fine settimana, quando ho un paio di minuti in più. Mi piace molto come risultato: è naturale (non è l’High Coverage, devo aver fatto in tempo a comprarlo poco prima che li sostituissero), leggero e mi uniforma l’incarnato. Ma ci metto un po’ di più a usarlo rispetto a un fondo liquido, un po’ per abitudine, un po’ perché spolvera e un po’ perché tende ad incollarsi dentro la confezione (come il sale nel portasale per intendersi) e quindi devo picchiettare un po’ con il pennello per farlo uscire.
3. Blush Neve Cosmetics – Cherry Flowers. Questo mi è appena arrivato e l’ho voluto provare subito. Ne parlava Misato qui e ho voluto approfittare dei Mineral Days per inserire nell’ordine un fard in via di eliminazione. Infatti ho trovato solo la confezione mini. Il colore può sembrare scuro, ma è poco pigmentato e mi è piaciuto molto più di quanto mi aspettassi. Credo che sia uno dei colori che mi stanno meglio in assoluto e ora sono dispiaciuta di non aver trovato la confezione grande (anche se devo dire che anche le mini size mi durano tanto, perché tanto il fard è un prodotto che si alterna). Quando vado di fretta però preferisco usare il “Bella Bamba” di Benefit, perché con un fard compatto sono più rapida.
4. Super Colour Mascara Kiko – colore n. 01 viola. Visto che non userò l’ombretto, per restare nei 5 prodotti, scelgo di dare un po’ di vivacità agli occhi con un mascara viola. E’ l’unico mascara colorato che possiedo, ma lo uso tantissimo proprio nel fine settimana, quando il trucco è ridotto al minimo e il viola aggiunge un po’ di personalità ad un trucco che altrimenti risulterebbe un po’ banale.
5. Chubby stick Clinique – colorazione Chunky Cherry. Ancora lui. Vi sarete stufate di vederlo dappertutto, manca solo di metterlo nel caffè. Che vi devo dire, lo trovo talmente pratico (lo metto perfino in ascensore) e il colore è carino, praticamente non sto usando nient’altro sulle labbra.

Questi sono i miei “Top 5 I’m late/I can’t be bothered products”, se non avete ancora fatto il tag, cosa aspettate?

I magnifici sette

Questo post è un tag.
Il tag è stato ideato da Piper C e quando l’ho visto ho pensato subito che l’avrei fatto. Ho fatto anche la “splendidona” nei commenti: “sette prodotti, sono un sacco, grasso che cola”. Tzè. Quando ho cominciato a ragionare su quali avrebbero potuto essere i sette prodotti in questione sono andata in crisi. Gira che ti rigira, mi sentivo sempre che mi sarebbe mancato qualcosa.
Però alla fine, stringi stringi, sono riuscita davvero a riassumere a sette prodotti il mio beauty dell’estate e penso che probabilmente nella realtà non mi discosterò molto da quel che sto per mostrare.
Prima però una premessa: avrei potuto barare. Avrei potuto scrivere che avrei infilato nel beauty una delle due Naked o la Elegantissimi (vi prego, non sbadigliate!) e per la parte occhi sarei stata a posto. Ma la verità è che per il mio beauty da viaggio, una di quelle palette è troppo ingombrante. Anche se in una delle bustine che possiedo probabilmente sarei riuscita a farcela entrare. E’ che proprio nella mia testa mi ingombra troppo. E poi d’estate mi trucco pochissimo.
Per andare al lavoro no, nel senso che non c’è differenza con l’inverno, tanto in ufficio c’è l’aria condizionata, non fa caldo (anzi, a volte ci dobbiamo coprire perché si gela).
Le mie vacanze sono in genere in parte da turista a visitare città e in parte mare. Quest’anno progettiamo una parte nelle Marche (se troviamo posto) a gironzolare per borghi antichi e città d’arte e un’altra parte al mare a Capalbio, dove ormai torniamo tutti gli anni. Visti gli anni passati, so anche che il massimo della serata mondana sarà la sagra del buglione, per cui non sento l’esigenza di un make-up da sera particolarmente raffinato. E per la spiaggia men che meno.
Quindi alla fine ecco che sono riuscita a contenere a 7 il numero di prodotti che potrei portare con me in vacanza senza andare in crisi da “oddio come mi trucco?”

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1. Il blush – Un blush di Clarins di una vecchia collezione estiva, ce l’avrò in casa da almeno tre anni e lo tiro fuori solo per l’estate. Molto leggero, dà giusto un tocco di colore per non sembrare una morta ripescata dal fiume.
2. Il mascara nero – Inimitable di Chanel. Sta dentro la mia trousse dei viaggi da tempo immemore, non finisce e non si secca, è eterno e va bene così. Che insomma, l’avrò pur pagato tanto, ma se non finisce alla fine è un buon investimento.
3. Matita nera – E’ una matita nera qualsiasi, di Deborah, anche questa ha un secolo, perché non uso molto la matita nera (del resto fino all’autunno scorso mi truccavo pochissimo). Però ho scoperto di recente quanto sia più bello un occhio ben definito e questa si può anche sfumare un po’, in caso mi venisse voglia di fare una sorta di smoky.
4. Chubby stick di Clinique nella colorazione Chunky Cherry. Ormai vi ho mostrato questo stick in tutte le salse. Mi piace perché con una passata è quasi trasparente e idrata tantissimo le labbra, ma può essere stratificato fino a un bel colore brillante che mi sta bene.
5. Lipglass di MAC nella colorazione “Ready to Roam”. Questo è stato uno dei prodotti su cui ho ragionato di più, perché ero certa che tra i 7 prodotti avrei voluto due colori labbra e se uno era una scelta facilissima, per il secondo volevo un rosso, ma il genere di rosso che avrei potuto mettere anche con una base imperfetta (quale base?). Questo l’ho comprato l’autunno scorso e messo credo due volte perché mio marito ha commentato “Com’è forte!” e io mi sono intimidita. Però ho scoperto che è modulabile e con un po’ di cura ne posso mettere fino a che mi sento a mio agio. Il colore è ovviamente rosso, abbastanza brillante (ovvio, è un Lipglass) e a me pare abbastanza adatto per l’estate.
6. Ombretto in crema di Kiko della collezione Fierce Spirit (LE) nella colorazione 02 “Sunset Coral”,  che è una sorta di rosa dorato. Questo me lo “scionfo” (è un vocabolo che ho sentito da Clio e che mi fa tantissimo ridere) sulle palpebre con le dita e fa un effetto curato senza perderci tempo. So che tra tutti i colori che ho avrei potuto cogliere l’occasione per sceglierne uno un po’ più vispo, ma la verità è che d’estate non ho mai tanta voglia di stare a truccarmi e questo anche se non è steso benissimo non si nota.
7. Palettina Helena Rubinstein “Roman Holidays”. Altro prodotto vecchissimo e riesumato proprio per questo tag (grazie Piper, hai visto mai che sia la volta buona che lo riutilizzo). Questo l’avevo ricevuto in regalo da una ragazza che lavorava nel reparto beauty di una rivista femminile e che a sua volta l’aveva ricevuto dalle PR di Helena Rubinstein all’epoca in cui faceva ancora il make-up. Adoravo il make-up di zia Helena, come la chiamavamo noi, mi spiace un sacco che non lo facciano più. Questa palettina contiene perfino una specie di primer, che io non ho mai aperto, ma poiché risale al pleistocene penso che ormai si sia seccato. Comunque i colori sono abbastanza facili da usare anche a occhi chiusi, a parte il verdino pistacchio che suppongo oltretutto mi stia malissimo, ma insomma, tre su quattro penso possa andare.

Ora, io lo so che ho nominato quasi solo prodotti vecchissimi e che vi ho dato l’idea di portarmi in vacanza le punte di selce, ma sono prodotti in gran parte fidati, coi quali ho fatto moltissime vacanze e che non mi hanno abbandonata nel momento del bisogno, per cui mi sento tranquilla a infilarli anche nella trousse 2013.

Il post di Piper permetteva inoltre di aggiungere altri tre prodotti bonus, eccoli qui.

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8. Matita avorio di Neve Cosmetics. Ormai sono matita avorio-dipendente. La metto nella rima interna e mi apre tantissimo lo sguardo, è proprio amore.
9. Matita pioggia di Neve Cosmetics. Personalmente, coi trucchi oro-marrone che ho indicato più su mi vedo meglio con una matita taupe che nera. La userei quindi come eyeliner con gli ombretti della palettina HR.
10. Ombretto in crema di Kiko della collezione Fierce Spirit (LE) nella colorazione 06 “Lagoon Blue”. Ecco che arriva il colore! Un blu facile da usare, che si sfuma senza fatica, si abbina bene all’altro colore e che mi sta piuttosto bene.

Questi erano i miei 7+3 prodotti salva-vacanza? E i vostri quali sono?

 

Wearing today: mi trucco in ufficio

Ho un paio di post in stand-by in attesa di essere completati, così ho pensato di sopperire oggi alla mia ormai cronica assenza, con un “wearing today” che mi permette di abbinare anche un altro argomento abbastanza gettonato tra le appassionate di beauty, ovvero “la trousse dei ritocchi” o qualcosa di simile.
Io non porto con me nella borsa una trousse dei ritocchi. Anzi, in genere prendo in giro la mia collega che lo fa, più che altro perché ha un beauty pesantissimo (con dentro sempre un flacone di profumo da 100 ml) che noi sosteniamo contenere dei mattoni. Però tengo sempre una bustina in ufficio con alcuni strumenti base, per quelle volte che non riesco a truccarmi a casa, vuoi perché non è suonata la sveglia e mi sono dovuta scapicollare, vuoi perché ci sono quelle giornate che devo essere in ufficio a ore antelucane perché alle nove comincia un evento e prima devo aver controllato che funzioni tutto, che i collegamenti siano a posto e che il catering sia arrivato.
Stamattina per esempio io e il marito avevamo appuntamento alle otto con il parquettista  nella casa dove andremo ad abitare tra qualche mese. Siamo quindi usciti di casa prima del solito e io senza trucco. Posso comunque assicurare che quando è andato via dopo avermi incontrata struccata, il parquettista era ancora vivo e in salute.
Arrivata in ufficio mi sono resa comunque un po’ più presentabile in questo modo.

ImmagineInnanzitutto chiedo perdono per la foto orrenda, scattata con il cellulare nel bagno dell’ufficio, con le luci artificiali che rendono tutto giallissimo. Giuro che non uso un fondotinta color senape di Digione: è un neutro normalissimo.
Vediamo quindi con cosa mi sono truccata oggi, con l’ausilio dei numeretti da analfabeta che ho pastrocchiato sulla foto.
1. Fondotinta compatto Clinique shade n. 126. Questa confezione ha l’età di mia nonna. Davvero, non so gli anni che può avere, del resto l’avevo comprato compatto apposta, perché sapevo che l’avrei usato sporadicamente e un fondo compatto dura molto di più di uno liquido, oltre a essere più pratico da usare fuori casa. Questo qui nello specifico ha una coprenza leggera, opacizza il giusto e dura abbastanza.
2. Blush Subtil Lancome n. 02 “rose sable”. Avevo comprato questo blush lo scorso autunno e per un po’ l’ho usato tutti i giorni, poi è stato soppiantato dall’arrivo di un po’ di prodotti nuovi ed era caduto nel dimenticatoio. Entrare nella trousse dell’ufficio gli ha consentito una nuova vita poverello, in fondo è un buon blush, il colore mi dona, si sfuma bene e dove lo metti sta.
3. Stick Quick Concealer L’Oreal, colore n. 15. Questo secondo me non l’ho comprato io: deve avermelo portato il mio migliore amico quando lavorava là. Ha quasi la stessa età del fondotinta, ma fa ancora il suo dovere, cioè coprire le occhiaie con discrezione e senza evidenziare le pieghette facendomi sembrare la Rita Levi buonanima.
4. Mascara “Zoom fast black lash” MAC. Campioncino di mascara nero, ricevuto in omaggio da MAC verso la fine dell’anno scorso. Visto che lo uso poco e lo chiudo bene, è ancora tutto lì, anzi, per fortuna si è un po’ asciugato coi mesi, perché inizialmente era liquidissimo e mi stampava antiestetici segni sotto l’occhio. Comunque anche adesso non è che sia sta gran meraviglia, non lo comprerei in full size.
5. Matita nera debby eyepencil n. 10. Questa è nella trousse da pochissimo. Ho trovato una superofferta matita+mascara Debby a € 6,90 all’Ipersoap e ho pensato che a quel prezzo poteva far comodo avere una matita nera in più. Avendo già una matita nera (ma va’?) nei miei trucchi di casa, questa è arrivata qui e in effetti mi permette un trucco occhi un po’ più curato di prima. Però a questo punto dovrò aggiungere un temperino nella bustina.
6. In borsa non ho la trousse, ma un rossetto sempre. Quello che vedete nella foto è quello che mi porto sempre dietro da un mesetto a questa parte. Lo nomino in continuazione e lo vedrete in molti prossimi tag (e di questo passo tra qualche mese anche nei prodotti finiti). Si tratta del Chubby Stick Clinique color “chunky cherry”. E’ molto gradevole sulle labbra e permette la stratificazione, diventando da trasparente a un gradevole fucsia-lampone, che è uno dei colori labbra che più mi donano.
Nella bustina, non fotografato, c’è comunque anche un rossetto: un rosso Clinique color ciliegia che amo moltissimo, ma che non indosso spesso, perché per quanto io ci provi a farmi coraggio, non ho un approccio naturalissimo ai rossi.
7. Flatbuki Neve Cosmetics. A casa non lo usavo mai e per di più quando lo avevo in giro per il bagno per lavarlo, la mia gatta tentava di fidanzarcisi leccandolo con passione. Qui in ufficio fa una vita più serena e redditizia.

Non fotografata, nella trousse (una bustina di stoffa morbida che avrà almeno vent’anni, forse anche più, penso me l’abbiano regalata alle superiori), c’è anche una minitaglia di cipria in polvere libera Cannes di Neve Cosmetics, che uso a volte per i ritocchi quando arrivo da casa con addosso il fondo liquido (o peggio, un’orrenda BB cream che sto tentando di finire).

Se siete arrivate fin qui, vi va di raccontarmi cosa tenete nella trousse “salvavita”, se la portate sempre con voi o la tenete da qualche parte?

 

Paris-Brest

A volte mi capita di comprare dei libri senza saperne bene la ragione. Sono magari romanzi finiti nella mia wish-list perché ho letto qualche recensione interessante, perché un’amica me ne ha parlato bene, perché chissà. Per esempio non ho la più pallida idea del perché Paris-Brest fosse nella mia wish-list, forse perché è il nome di un dolce o di un’importante corsa ciclistica, fatto sta che l’avevo visto una volta al Libraccio e avevo deciso di non comprarlo. Poi non l’ho più rivisto per un po’ e quando mi è ricapitato sotto mano alla fine me lo sono portato a casa. Non avevo neanche la più pallida idea della trama.
In genere, quando compro i libri a caso sono molto fortunata.
Paris-Brest mi è piaciuto tantissimo.
ImmaginePer farla breve, Paris-Brest è la storia di una famiglia in cui stringi stringi non si salva nessuno. Dalla nonna che anche in tarda età non si lascia sfuggire l’occasione di sposarsi per soldi, alla madre che bada solo alle apparenze e non sa voler bene a nessuno. Dal padre, sospettato di un ammanco di 14 milioni dalle casse della locale squadra di calcio, al figlio che l’occasione e le cattive amicizie faranno ladro.
Non c’è redenzione per nessuno in questo romanzo e non bastano le apparenze a tenere unita una famiglia nella quale non c’è collante alcuno nemmeno a Natale.
Queste centocinquanta pagine sono scritte benissimo e si leggono tranquillamente in una giornata in spiaggia (anche se il clima del romanzo è terribilmente invernale). 
Mi è venuta una gran voglia di leggere altro di questo autore francese: gli altri suoi romanzi non si trovano facilmente, ma ora so perché sono nella mia wish-list e non me li lascerò sfuggire se mi capitano sotto mano.