I Middlestein di Jami Attenberg

“I Middlestein” di Jami Attenberg è un romanzo breve, che parla di crisi familiari (e di un sacco di altre cose). La “sponsorizzazione” da parte di Franzen mi aveva inizialmente fatto dubitare se fosse il caso di acquistarlo e leggerlo, ma le recensioni positive da parte di gente di cui stimo i giudizi mi ha fatto propendere per il sì. Ho fatto bene. Jami Attenberg sa parlare di famiglie infelici in modo semplice, senza bisogno di cercare situazioni assurde e improbabili. I Middlestein sono infelici nello stesso modo in cui potremmo esserlo noi, ciascuno di noi a modo suo potrebbe trovarsi in situazioni simili o conoscere qualcuno così.
Un romanzo pieno di dipendenze e ossessioni. Edie, obesa che non riesce a smettere di mangiare perché per lei il cibo è amore. Suo marito Richard, che la abbandona dopo trent’anni di matrimonio perché non ne può più di vederla uccidersi con il cibo un attimo dopo l’altro, che non ne può più di farsi maltrattare da lei, che cerca una vita nuova a sessant’anni. I loro figli, Robin a cui piace bere e Benny, a cui piace farsi le canne. La nuora Rachelle, ortoressica ed esageratamente perfezionista, votata alla causa di salvare Edie dall’autodistruzione. I gemelli tredicenni Josh e Emily, la loro adolescenza piena di interrogativi.
C’è tantissimo cibo e non c’è mai nessuno che cucina, in questo romanzo (tranne in un unico momento, quasi alla fine del romanzo), popolato di personaggi imperfetti e per questo bellissimi, che cercano affetto a modo loro, a volte esigendolo (Richard e tutti i suoi appuntamenti di una sera), a volte non sapendo come chiederlo, rifugiandosi nelle soluzioni più a portata di mano (Robin) o nel dire sempre di sì e non fare niente (Benny), come facciamo tutti noi, nelle nostre vite reali.
La scrittura di Jami Attenberg è semplice e lineare, ci porta dentro la vita e la mente di ciascuno dei personaggi, aiutandoci a non giudicarli ma solo a voler bene, come se fossero parte della nostra famiglia.

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