Giallo uovo di Carlo Flamigni


Ho letto questo “giallo” un po’ per caso, perché mi piace intervallare letture serie con altre di intrattenimento e perché in questa estate fatta di molti spostamenti preferivo romanzi brevi a tomoni infiniti che rischiano di lasciarti a metà sul più bello tra un imbarco e un atterraggio. “Giallo uovo” è perfetto da questo punto di vista, si legge in un giorno.
La trama, in breve è questa: c’è un’organizzazione malavitosa che prospera sulle colline romagnole. Il “delfino”, nonché genero del grande capo, ha un’amante giovane, bellissima e arrivista, che vorrebbe di più dalla sua relazione clandestina e sa che l’unico modo per ottenere di più dal suo uomo è dargli il figlio (maschio) che non ha potuto avere dalla moglie (la figlia del capo, nonché lesbica). In questo si fa aiutare da uno dei tuttofare della banda, tale Primo, detto Terzo. Perché tutti in questo romanzo, hanno un soprannome, come è d’uso nei paesini di Romagna e già i soprannomi sono spassosissimi.
La faccenda, come è facile presupporre, si complicherà e alcuni dei personaggi coinvolti moriranno. Sarà Primo a scoprire e a spiegare al capo della banda cos’è successo e a svelare alcuni dei misteri della vicenda.
Più che la trama in sé, interessante fino ad un certo punto, sono i personaggi, i modi di dire, l’uso colorito del dialetto romagnolo, il punto forte di questo romanzo. Io a leggerlo mi sono divertita moltissimo, tant’è che mi sono procurata tutti gli altri romanzi della serie, da tenere da parte per momenti tristi, blocchi del lettore o eventuali momenti morti in aeroporto.
Lo consiglio a tutti quelli che cercano un romanzo d’evasione, non troppo impegnativo, che faccia sorridere ma che sia scritto decentemente e che tenga compagnia.
Voi avete letto qualche allegro romanzo di intrattenimento questa estate o preferite il mattonazzo che duri tutta la vacanza?