Stoner di John E. Williams

stonerHo letto in giro tante recensioni di Stoner, che è stato il caso editoriale del 2012 (io arrivo sempre tardi sui casi editoriali, stavolta si può dire che non è neanche andata malissimo, in genere faccio peggio) e devo dire che non tutte le ho capite. C’è stata gente che si è identificata nel protagonista, arrivando ad affermare cose tipo “Stoner sono io” (il che mi è sembrato presuntuosissimo), c’è stato chi ha parlato del protagonista come un perdente, un ignavo, uno che non fa niente per migliorare la sua vita.
A me personalmente non è sembrato.
Questa, in soldoni, la trama: il ragazzo Stoner viene mandato dai genitori (poveri) all’università a studiare agraria, con l’intento di fargli imparare teorie e tecniche che possano migliorare la coltivazione del loro disgraziato pezzetto di terreno. Lì ha un colpo di fulmine per la letteratura, cambia corso di studi e diventa insegnante. Si sposa con una donna che non lo ama, che fa di tutto per renderlo infelice e con cui avrà una figlia e, ad un certo punto della sua carriera si inimica un professore molto potente che farà di tutto per rendergli la vita difficile. Nel corso di questa vita, tutto sommato normale, Stoner mantiene un’integrità davvero sorprendente. E’ retto, non è mai meschino, non si approfitta di nessuno anche quando potrebbe, non si racconta bugie, rimane sempre fedele a se stesso e a ciò in cui crede.
E’ vero, non è un eroe, anzi. Ma non è squallido, non è un cialtrone, non è il personaggio che cerca la scorciatoia.
Io a Stoner mi sono affezionata moltissimo, quasi come a una persona vera, avrei voluto fosse il mio insegnante di letteratura (che poi io non ho nemmeno studiato letteratura, ho fatto il perito aziendale).
E poi, onestamente, i lettori che denigrano il protagonista non li capisco mica. Ma questo è un altro discorso.
Il fatto è che Stoner è scritto benissimo. Williams ha uno stile tale da far rivivere i personaggi dentro il lettore. Era facile immaginarseli, talmente autentici che mi sono sembrati tutti veri, dal giovane amico alla moglie detestabile, un compendio di umanità sorprendente.
Stoner è stato finora il romanzo migliore del 2014.

Per la quasi dimenticata rubrica “il giovedì del prodotto dimenticato” (assicuro però che il fatto che io non ne parli non significa che io non continui il mio buon proposito), il prodotto di oggi è la cialda “Quadrifoglio” della palette Scurissimi di Neve Cosmetics. E’ davvero un punto di verde scuro molto bello, che ho usato per la piega e l’angolo esterno dell’occhio, leggermente polveroso e un po’ paciugoso da sfumare. Tuttavia sono soddisfatta di averlo ripescato, cercherò di inserirlo in altri trucchi prossimamente.

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Il giovedì del prodotto dimenticato – Palettina 02 Sensuous Burgundy Kiko (collezione Lavish Oriental)

ImmagineQuesta è la storia di come sia possibile pagare a prezzo intero una palettina in saldo al 50%.
L’anno scorso puntavo la palettina “Sensuous Burgundy” di Kiko della collezione limitata Lavish Oriental fin da quando era uscito il tutorial di Cheryl Pandemonium che tanto mi era piaciuto. Così il primo giorno dei saldi andai ad arraffarla con il 50% di sconto. La usai due volte, dopodiché mi crollò miseramente sul pavimento del bagno, spetasciandosi e spargendo polvere di ombretto su tutte le mattonelle. Cercai di ricompattare quel che era rimasto in qualche modo e tentai di usarla lo stesso, ma era un disastro: la polvere sbriciolata mi si spargeva per tutta la faccia. Così tornai da Kiko e la ricomprai col massimo dello scorno.
La usai anche parecchio, l’inverno scorso, con una versione semplificata del trucco che mostra Carlotta, poi arrivò l’estate, altre palette, altri colori e finì dimenticata.
L’ho ripescata oggi, per il mio “giovedì del prodotto dimenticato”. Già che ci sono ammetto di aver dimenticato anche esattamente come fosse il trucco di Carlotta. Perciò stamattina ho usato il bordeaux a tutta palpebra, aggiungendo l’oro nell’angolo interno dell’occhio e il marrone appena sfumato nella piega e nell’angolo esterno. Non sono soddisfattissima: stasera riguarderò il tutorial e domani riproverò ad usare la palette come facevo l’anno scorso.
Come blush ho usato “Bella Bamba” di Benefit, il mio preferito quando il trucco occhi non è molto freddo e sulle labbra un rossetto scovato di recente in una pochettina imboscata chissà dove. Era nuovissimo ed era in compagnia di un altro rossetto, uno smalto e un eyeliner coi glitter. Credo si trattasse di un regalo di diversi anni fa. L’eyeliner si era tutto separato e l’ho dovuto buttare, lo smalto non mi piaceva, ma i due rossetti sono belli. Questo è di Deborah (anche l’altro) ed è lo 09 della linea “24ore forever”, che non so nemmeno se esista ancora. E’ un rosa malva mat discreto, non proprio il mio MLBB, ma è sufficientemente neutro da non farsi notare e mi risolve la questione “che rossetto ci abbino?”, perché la stragrande maggioranza dei rossetti che possiedo è di tonalità iperfredda e mi dà l’impressione di stonare con questi ombretti.
Per tornare alla palettina di oggi, nonostante non sia felicissima di come l’ho usata, si tratta di un buon prodotto: i colori sono morbidi e si applicano facilmente, sono brillanti e stanno bene tra di loro.
Insomma, fondamentalmente sono soddisfatta di averla ripescata, tanto che anche domani la riutilizzerò, cercando magari di creare qualcosa di più carino e meno banale.
A giovedì prossimo con un altro “prodotto dimenticato”!

I preferiti del 2013

Non ho mai scritto su questo blog un post dei preferiti del mese. Però mi piaceva l’idea di un post dei preferiti dell’anno passato e l’ho scritto copiando i post fatti a gennaio 2013 da alcuni blog che ho particolarmente amato in questi ultimi 12 mesi.
Nota n. 1: di alcune categorie, anche importanti, non troverete nessun preferito. Purtroppo quest’anno è andata così, in particolare nel reparto “base”: sto ancora aspettando di incontrare il fondotinta e il correttore del mio cuore.
Nota n. 2: di alcune categorie troverete la voce ma non il prodotto in foto. Significa che l’ho usato, amato, finito e ho buttato la confezione.
Nota n. 3: le foto fanno schifo, lo so. Colpa mia che quando c’era il sole mi sono impigrita e sono finita a scattarle quando il tempo era schifezzosetto.
Ma andiamo all’elenco, che penso vi interesserà (forse) più delle mie noticine.

Make up

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Cipria: Too Faced Primed and Poreless
Blush: Benefits Bella Bamba, Nars Orgasm, & Other Stories Applebloom Blossom
Primer occhi: Too Faced Shadow Insurance
Mascara: Essence I love Extreme
Matita occhi: Neve Cosmetics Avorio e Bosco, MAC Indigo
Ombretto mono in polvere: Urban Decay Roach
Palette: Urban Decay Naked 2
Ombretto in crema: Pupa Vamp n. 600 e n. 001 (LE Pupa Princess)
Matita labbra: Neve Cosmetics Teatro
Rossetti: Rimmel by Kate n. 104 e 107, Neve Cosmetics 003 Plum Cake, MAC Plumful, Nars Luxembourg e Palais Royal
Gloss: Clinique Chubby Stick Chunky Cherry e MAC Lipglass Rebel
Smalti: Pupa “Lasting color gel” n. 30, Essie Watermelon, Chanel April e Holiday 
Top coat: Dior Top Coat
Pennello viso: Real Techniques Expert Face Brush
Pennello occhi: Neve Cosmetics Pennello Ombretto
 
Skincare
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Cleanser: Biotherm Biopur
Scrub viso: Clarins Doux Polissant
Struccante occhi: Sephora Eau Micellaire Struccante
Tonico: Lancome Tonique Confort
Crema giorno: Fitocose Rosa Rubiginosa
Contorno occhi: Helena Rubinstein Prodigy Extreme
Burro labbra: The Body Shop Shea Lip Butter
Bagnoschiuma/Gel doccia: Lush Nonlabevo, Fitocose Bagno Crema al Karitè e alla Menta
Scrub corpo: Geomar Thalasso Scrub
Idratante corpo: Fitocose Crema per il corpo al Burro di Karitè
Shampoo: La Saponaria Shampoo Naturale Extravergine
Balsamo: Yes to Tomatoes Volumizing Conditioner
Styling: Bumble and bumble Curl Conscious Defining Creme
Profumo: Marc Jacobs Daisy (ho dimenticato di fotografarlo!)
Menzione speciale: Akamuti Burro di karitè (per i piedi, le mani, le labbra) e Equilibra Gel Aloe Vera
 
Varie (ed eventuali)
 Storie cinicheMostra Berengo Gardin
Tarquinia
Libri: Suite Francese di Irene Nemirovsky, I fantasmi del cappellaio di George Simenon, Questo bacio vada al mondo intero di Colum McCann, Viaggio al termine della notte di Louis Ferdinand Celine, Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson, Bel-Ami di Guy de Maupassant, Il ciclo del commissario Ricciardi di Maurizio De Giovanni, Il ponte di San Louis Rey di Thornton Wilder, Paris-Brest di Tanguy Viel, Storie ciniche di William Somerset Maugham, Winesburg Ohio di Sherwood Anderson, La regina degli scacchi di Walter Tevis, Sophy la Grande di Georgette Hayer.
Mostre: Fashion e Gordon Parks, una storia americana al Forma, PicassoMilan-Inter e Berengo Gardin a Palazzo Reale, Gli Anni Sessanta nelle collezioni Guggenheim all’Arca di Vercelli con l’amica Yukiko, la World Press e Berenice Abbott alla Galleria Carla Sozzani, l’installazione permanente I sette palazzi celesti all’Hangar Bicocca, DJ nell’armadio.
Serie TV: “The good wife” (e i suoi vestiti), Bones (sì, io arrivo tardi a un sacco di cose)
Youtube: Amelia Liana e Hornitorella (e un sacco di altre, ma loro due sopra a tutto)
Ricetta: la torta magica di “La ciliegina sulla torta”
I the: L’arte del Ricevere “Jardin de l’Alhambra” e “Jardin Majorelle”, Hodeidah “Limone e zenzero”
I luoghi: Stoccolma, Capalbio, Tarquinia, San Leo, Spoleto, San Felice Circeo.
Altro: il ristorante “The Small” a Milano e il ristorante “Savioli” di Sassofeltrio, il “Rita” e il suo Vodka Zen, l’abbonamento al “Car2go”, Rodrigo Palacio.

Il giovedì del prodotto dimenticato – Rossetto Kiko 914

Lo ammetto, questo giovedì avrebbe dovuto ospitare un altro prodotto. La verità è che sono una beauty blogger cialtrona e mi sono organizzata male perciò ho dovuto ripiegare su altro. Il prodotto previsto per oggi comparirà quindi giovedì prossimo (spero).
Come ripiego, ieri sera ho aperto il cassettino dei rossetti e ho tirato fuori questo qui di Kiko, che ho comprato mesi fa, più o meno quando uscì la linea (lo pagai pochissimo, intorno ai due euro mi sembra, forse era in promozione) e usato credo due volte. Stamattina sono stata un po’ lì lì a guardarlo per decidere come truccarmi e alla fine ho scelto di usare due colori della Naked 2 di Urban Decay, i grigi (Pistol su tutta la palpebra mobile, Verve come illuminante nell’angolo interno dell’occhio), che sono il genere di ombretti che uso quando non so come truccarmi e ho fretta. Su di me non assumono un aspetto appariscente, quindi permettono di dare visibilità alle labbra.
So che si dice che il 914 di Kiko sia il dupe di Rebel. Personalmente non possiedo Rebel in rossetto (ho il Lipglass, ma ovviamente non è la stessa cosa), perciò non posso fare il confronto, anche se ammetto che io per Rebel ho occhio: l’ho individuato perfino indossato da una collega. Quello che posso dire però, avendo acquistato questo e avendolo usato così poco, è che per me non ha senso comprare Rebel, anche se mi piace un sacco e lo desidero molto, perché rischierei di non usarlo e sarebbe un peccato.
Venendo al rossetto protagonista di questo giovedì, ho provato a fare una foto al volo per il post, ma il clima piovoso di Milano oggi non aiuta e non si distingueva lo stick dal tubetto (!), perciò ho preferito non metterla. Se riesco, nei prossimi giorni faccio un edit al post e la carico.
Quello che mi sono chiesta stendendo il colore e guardandomi allo specchio è stato come mai questo rossetto fosse finito nel dimenticatoio dopo soli due utilizzi. E’ bellissimo e mi sta anche molto meglio di quanto ricordassi. Mi sembra che mi illumini tutto il viso, mi piace tantissimo. Mi sa proprio che lo terrò fuori dal cassetto per trasformarlo in uno dei miei rossetti quotidiani.
Al momento in cui sto scrivendo ho addosso il rossetto da soltanto un’ora, quindi non posso parlare della sua durata o altri dettagli (ricordo ai lettori che questa non si sogna nemmeno di essere una review, è solo un piccolo progetto che porto avanti per utilizzare tutti i trucchi che compro), posso dire solo che la stesura è scorrevole, il rossetto è molto morbido e confortevole sulle labbra e che per fortuna è ancora al suo posto. Ora scendo a prendere il caffè con le colleghe e vedo come si comporta.

Prodotti finiti di novembre e dicembre

Non credevo di aver finito molte cose a novembre e dicembre e così, visto che i prodotti finiti di novembre non sono riuscita a scriverli, ho pensato di fare un post unico dei due mesi. Solo che poi ho tirato fuori le confezioni vuote dalla mensola dell’armadio dove le imbosco per evitare che il marito le butti e mi sono accorta che era un mucchio di roba. Perciò mettetevi comode, procuratevi una tazza di the da tenere sottomano durante la lettura e parto subito per non perdere lettrici già dall’introduzione.

Prodotti corpo
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Bagno Crema al Karité – Fitocose. Il mio bagnoschiuma preferito al mondo. Non so quante confezioni ho comprato e finito nel corso degli anni e non so quante ancora ne ho nell’armadio di scorta. Non mi aggredisce la pelle (io mi squamo, come ho già avuto occasione di dire), non fa grande schiuma, lava quel che c’è da lavare. Il profumo non è granché, ma non persiste, quindi promossissimo.
Crema fluida idratante al profumo di vaniglia – Fitocose. Anche di questa crema, avrò comprato e finito confezioni a bizzeffe. Idrata bene e adoro il suo profumo di biscotti, che tra l’altro dura a lungo sulla pelle.
Crema per il corpo al Burro di Karité – Fitocose. Questo burro corpo è uno dei prodotti senza i quali non potrei vivere in inverno. Compro, finisco, ricompro. Nei mesi freddi uso solo questa crema, alternandola magari con quella all’argan, sempre di Fitocose, leggermente meno burrosa. Bisogna lavorare un po’ per farla assorbire, ma mi mantiene il corpo idratato tutto il giorno.
Idratante express corpo – Nivea. Queste sono le cose che mi compra mio padre nelle sue escursioni da “Acqua e Sapone”. Mi ha molto aiutata quando mi stavo squamando in primavera, poi è rimasta lì e ho fatto gran fatica a finirla perché mi sembrava che appiccicasse e basta.
Deodorante white Borotalco – Neutro Roberts. Minitaglia ricevuta in omaggio durante il Salone del Mobile. Pratico da portare in viaggio, ma piuttosto deludente: non riusciva a tenere per tutta la giornata, nemmeno a settembre/ottobre.

Prodotti viso
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– Crema viso rivitalizzante protettiva pelli mature – Vivi Verde Coop. Buh. L’avevo presa in estate perché speravo che fosse leggera e sopportabile con il caldo, ma mi faceva solo sentire tutta incollata. In autunno invece era come non metterla. Sto tentando di passare al bio anche nei prodotti viso, ma non è facile azzeccare il prodotto giusto. Si accettano consigli, ricordatevi però che ho quasi 42 anni.
– Serum super lift Contour des yeux – Clarins. Ho passato un lungo periodo con prodotti per il contorno occhi troppo leggeri per me: quando ho provato questo ho ritrovato la felicità. Usandolo solo di giorno mi è durato circa sei mesi e sono stata molto infelice quando l’ho terminato. Non l’ho ricomprato perché anche in questo campo sto tentando il passaggio al bio, anche qui con risultati tutt’altro che soddisfacenti.
Lait demaquillant velours – Clarins. Latte detergente piuttosto gradevole e non aggressivo, ma secondo me non toglieva benissimo il trucco. Ora però non è che quello della Coop faccia meglio comunque.
– Gel detergente viso Biopur – Biotherm. Gel detergente gradevolissimo da usare, ne basta pochissimo, pulisce bene senza aggredire e ne basta poco. Usandolo solo al mattino mi è durato per circa un anno. Mi è spiaciuto che finisse prima dell’arrivo del Clarisonic, ci sarebbe andato a nozze.
Mascara Occhioni – Neve Cosmetics. Allunga abbastanza bene le ciglia, ma non fa un gran lavoro di volume. E’ già la seconda confezione che finisco, secondo me si secca un pelino troppo in fretta, ma non è male. Non escludo di ricomprarlo in futuro anche se come Lancome, spiace dirlo (in particolare al portafogli), non ce n’è.

Varie
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Rice & Wheat volumizing shampoo – Kiehl’s. Ora io vorrei capire perché tutte le modaiole sono in fissa coi prodotti capelli Kiehl’s. Questo era senza infamia e senza lode, anche se mi piaceva moltissimo la confezione minimal. Però non vedo l’ora di finire tutte le mie (purtroppo infinite) scorte di shampoo per ricomprare quello della Saponaria.
Sapone liquido purificante – Coop. L’avevo comprato per lavare i pennelli, ma non era molto adatto. Invece mi piaceva moltissimo come sapone per le mani: gradevolmente profumato e per niente aggressivo. Volevo tenere la confezione, riempirla con dello shampoo sfuso e tornare al progetto originario di usarlo per i pennelli, ma alla Coop non hanno lo shampoo sfuso (per sfuso intendo nei contenitori da 1 litro nelle buste): solo sapone e bagnoschiuma. Peccato.
Crema mani e unghie al Burro di Karité – Fitocose. Favolosa. Era la mia crema mani prima di andare a dormire, adoravo il profumo e mi idratava le mani benissimo, al mattino mi svegliavo tutta morbida. La piango moltissimo, aspetto di finire le migliaia di creme mani che ho nell’armadio prima di ricomprarla.

Ecco, ho finito. Siete ancora tutte vive? Nonostante l’orrenda qualità delle foto? Vi chiedo perdono, la luce di questi giorni è tremenda, ma mi sono consolata con il fatto che non dovevo mostrarvi colori. Giuro che le prossime le farò con la macchina fotografica e non con il telefono, magari i risultati saranno migliori.

Buone feste a tutte!

Prodotti finiti di ottobre

Avete visto che brava? I prodotti finiti di ottobre che siamo ancora solo a metà novembre! Di questo passo finirò per fare i prodotti finiti del mese entro la prima settimana del mese successivo, da non credere.

Come preannunciavo nel post dei prodotti finiti di settembre, a ottobre ho finito tantissime cose, vado molto fiera del mio assiduo smaltimento prodotti (potrei essere più fiera magari se non comprassi poi altrettanta roba, ma va be’, non è che si può fare tutto insieme, un po’ per volta) e anche novembre si preannuncia un mese pieno di barattoli vuoti. Notate l’ossimoro.

Comincio con due campioncini di crema viso. In genere non trovo una buona idea recensire campioncini di creme, specialmente di creme viso, perché contengono troppo poco prodotto per farsi un’idea, ma in entrambi i casi che vado a presentare avevo diverse bustine dello stesso prodotto e per entrambi sono andata avanti per oltre due settimane, perciò almeno una vaga idea me la sono fatta.

Picture 067 (FILEminimizer)Crema viso alla Pappa Reale – Erbolario. L’ho usata come crema giorno, lasciava la pelle morbida e molto idratata, ma l’ho trovata un po’ pesantina per i miei gusti, anche ora che le temperature si sono abbassate. Potrebbe piacermi magari tra qualche anno.
Crema viso Multi Regenerante Jour – Clarins. Quanto amore. Anche questa crema l’ho usata per il giorno ed è leggermente pesante (sconsigliatissima alle giovani), ma per la mia pelle mi sembrava perfetta. Ho meditato di acquistarla, ma adesso sto usando una crema bio e sul bio vorrei restare.

Cipria Primed & Poreless – Too Faced. Quando è finita volevo piangere. UnaPicture 068 (FILEminimizer) cipria meravigliosa, mi faceva una pelle di porcellana. Ora sto usando una cipria compatta Essence che non mi piace affatto in generale, figurarsi paragonata a questa. Unica pecca: il prezzo. Ora in casa ho veramente tantissime ciprie da usare e finire (ultimamente mi aveva preso la “ciprite”, ne ho comprate a pacchi), ma penso che in futuro la riacquisterò.
Top Coat – Dior. Un altro prodotto meraviglioso, che mi è spiaciuto finire. Nella boccetta ce n’era ancora un po’, ma era diventato denso e il pennellino non riusciva più a pescarlo. Asciuga lo smalto alla velocità della luce, lasciando un finish superlucido, tipo gel. Nel mio caso però non prolungava affatto la durata dello smalto. Non l’ho ricomprato: sto usando un low cost di grandi soddisfazioni (NYC).
Chubby Stick Chunky Cherry – Clinique. Lo dicevo io che questo prodotto lo avreste visto ovunque. E’ stato praticamente il mio colore labra dell’estate, non mettevo altro. Il colore non è particolarmente coprente, ma è bello, lucido, texture superidratante e molto piacevole, per di più era comodissimo da indossare anche senza specchio. Medito l’acquisto di altri colori in futuro.

Eccoci ora invece alle note dolenti di viso e corpo: un’infilata di prodotti meh o dell’orrore che ha reso ottobre un mese migliore solo perché li avevo finiti.

Picture 069 (FILEminimizer)Crema mani Biomains – Biotherm. Crema idratante per le mani che uno non nota quasi la differenza. Davvero: dopo un’ora dall’applicazione avevo le mani esattamente come prima. Ma uffa.
Bagno schiuma e Fluido idratante per il corpo Citrus – L’Erbolario. Se il profumo della saponetta di questa linea è meraviglioso, quello del bagno schiuma è accettabile e quello del fluido idratante pestilenziale. L’idratazione è buona e la texture piacevole, ma l’odore mi ha fatto davvero disperare, non vedevo l’ora di finirlo.
Gommage doux corporal – Avène. Buh. Che scrub inutile. La cosa migliore era la confezione (mi piacciono gli scrub nel tubo). Per il resto, davvero troppo delicato, praticamente era come non farlo. In compenso si potrebbe usare tutti i giorni.

Crema viso Hydra Touch – Linea Mediterranea. Ricevetti questa crema in regalo tantissimi anni fa e per tanto tempo l’hoPicture 070 (FILEminimizer) lasciata chiusa nel suo scatolino senza mai aprirla. Quando ho finalmente deciso che era ora di smaltire ho però buttato la scatola, quindi non ho l’inci, ma mi par di ricordare che contenesse parabeni, infatti sicuramente non era andata a male. Per il resto non mi idratava niente, ma la sentivo sul viso, come se mi creasse una leggerissima patina. Odiosa.
Struccante occhi idratante delicato – ViviVerde Coop. Ammetto che per struccare struccava benissimo. Toglieva proprio tutto senza fare fatica. Però mi dava fastidio agli occhi. Non che bruciasse, per fortuna, ma era come se mi si “infilasse dentro”, non saprei descrivere la sensazione. Riuscivo a usarlo, ma non era gradevole. Peccato, perché inci, reperibilità e prezzo lo rendevano davvero molto appetibile.

Picture 071 (FILEminimizer)Infine, due profumi che finalmente sono riuscita a smaltire: Flora by Gucci e Legni Fruttati de L’Erbolario. Mi piacevano entrambi, ma sto cercando di sgomberare il più possibile gli armadietti, usando le cose che possiedo invece di comprarne di nuove e ora è più facile afferrare le cose su quel ripiano. Non ha molto senso, secondo me, fare una “recensione” di un profumo, perché il gusto soggettivo la fa davvero da padrone, ma di entrambi posso dire che erano intensi e duraturi per tutta la giornata e se andavo a riprendere un capo di abbigliamento il giorno successivo mi capitava di sentire ancora una traccia di profumo. Tra i due, quello dell’Erbolario era quello che mi piaceva di più ed era davvero molto adatto a questa stagione.

Bene. Coi prodotti finiti di ottobre sono a posto, magari è la volta buona che comincio a preparare quelli di novembre?

Prodotti finiti di settembre

Prodotti finiti di settembre? Settembre? Avanguardia pura. Perché non quelli di maggio magari? (perché di quelli di maggio non ho conservato la confezione, ecco perché)

Siccome sono stata bravissima e ne vado molto fiera (e ho finito un sacco di cose anche a ottobre), comincio subito, così non annoio le mie povere lettrici con le mie sagaci introduzioni.

Premetto: avevo pensato di fare un post dei prodotti finiti di settembre e ottobre insieme, ma era veramente troppa roba, non era praticabile. Cercherò di fare a breve anche il post sui prodotti finiti di ottobre, così da rimettermi in pari.
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Profumo Bulgari Omnia Coral. Non credo che ci sia molto da dire in generale su un profumo: il gusto delle fragranze è molto personale. Questo profumo mi piaceva molto e quando lo mettevo ricevevo sempre molti complimenti.
Contorno occhi Youthopia Origin (campioncino). Texture molto gradevole, mi è piaciuto, ma per me era un po’ troppo leggero (ricordo alle lettrici che ho 41 anni).
Crema notte Raffermissante Nuit Clarins (campioncino). Adorata. Densa e piacevolmente idratante. Se non avessi altre creme da usare e se non stessi tentando la conversione totale al bio, mediterei l’acquisto.
Crema viso White Lucency Shiseido (campioncino). Mi è piaciuta abbastanza. Idratava, però non posso dire che mi abbia poi così reso la pelle luminosa. Forse sono un caso disperato?
Bilboa Docciabronze alla menta. E’ la seconda confezione che si vede qui sul blog e non so quante in realtà ne ho già comprate. Il mio classico di tutte le estati.
Crema idratante all’aloe Planter’s. Idrata molto bene la pelle del corpo, ha un profumino delizioso di vaniglia e la confezione è adorabile.
Balsamo Splendor al cocco. Allora, io tutto l’hype attorno a questo balsamo non l’ho capito. Va bene, costa poco, si trova facilmente e non ha siliconi. Ma non è che i miei capelli abbiano notato la differenza. Io poi l’odore di cocco lo detesto.
Balsamo Crabtree & Evelyn (minitaglia). Onestamente mi aspettavo una porcheria, invece no, un po’ liquidino, ma dignitoso.
Mascara They’re Real Benefit. Ecco un altro prodotto di cui non ho capito l’hype. Ammetto che mi faceva delle ciglia chilometriche. Peccato che si stampasse sopra e sotto e questo da un mascara di oltre venti euro non lo posso proprio accettare.

Balsamo Casting L’Oreal contenuto nelle tinte Casting. Non in foto. Tra settembre e ottobre ho fatto grande repulisti di questi balsami piccini che mi ingombravano quel piccolo reparto beauty. Non ho visto l’inci, ma suppongo che siano il trionfo dei siliconi. Per il resto districano molto bene e i capelli sono lucidi e morbidi, ma insomma, vorrei qualcosa di più naturale.