Teneke – La campagna turca negli anni ’50

TenekeTeneke by Yaşar Kemal

My rating: 4 of 5 stars

Un romanzo che ci porta nella Turchia degli anni Cinquanta: arruffona, clientelare, dove i potenti fanno la voce grossa con la povera gente e con i funzionari statali. Un giovane prefetto farà di tutto per mantenere la legalità, osteggiato da tutti.
La scrittura è molto distante da quella a cui sono abituata, ma lo stesso mi sono affezionata a questo inesperto Kaymakam che si prende a cuore le sorti dei contadini e lotta contro i coltivatori ricchi e disonesti per far mantenere la legge.

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Libri letti veramente 19

I libri letti veramente arrivano alla puntata 19.

La trovate su youtube. Buona visione.

Bull Mountain

Bull MountainBull Mountain by Brian Panowich

My rating: 3 of 5 stars

Un noir cupo, dove ci sono solo cattivi e il sogno americano viene fatto a pezzi con lucidità. I dialoghi però sono tremendi e alcune scelte lessicali di traduzione mi hanno fatto un po’ cadere le braccia. Tuttavia la storia si segue bene e non si hanno difficoltà a comprendere i personaggi, anche se sono un po’ bidimensionali.
Perplessità sul finale comunque.

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Paradiso e Inferno

Paradiso e infernoParadiso e inferno by Jón Kalman Stefánsson

My rating: 5 of 5 stars

Cos’è il paradiso, cos’è l’inferno? Cos’è la vita, cos’è la morte. Stefansson ci dà le sue risposte a queste non facili domande con un romanzo poetico, struggente, straziante. E bellissimo.

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Una storia semplice – Leonardo Sciascia

È una storia breve, ma non è una storia semplice, questo breve racconto capolavoro in cui nulla è ciò che sembra. Un commissariato di polizia riceve una telefonata da un uomo che dichiara di aver ritrovato un oggetto. La telefonata viene presa in scarsa considerazione, ma il giorno dopo il brigadiere ritroverà il cadavere dell’uomo. Da lì in poi si dipanerà un’indagine vischiosa, strattonata tra polizia e carabinieri, piena di punti oscuri e con un finale amaro fino all’ultima riga.
Ho l’impressione che porterò a lungo con me la figura di questo brigadiere onesto che tenta di fare il suo dovere nonostante le difficoltà. Bellissimo.

Tony Nessuno – Andrés Montero

Tony NessunoTony Nessuno by Andrés Montero

My rating: 4 of 5 stars

Un romanzo brevissimo che cattura il lettore e lo invischia in una storia dentro la storia, dove il circo diventa una fiaba, che diventa Le Mille e una notte, che diventa una storia di soprusi, che diventa una denuncia della condizione della donna a tutte le latitudini, che diventa un mistero e che resta sempre in ogni pagina un libro bellissimo.

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Tokyo Express

Tokyo ExpressTokyo Express by Seicho Matsumoto

My rating: 3 of 5 stars

Giallo giapponese anni Cinquanta, tutto incentrato su spostamenti e orari dei treni. Un po’ macchinoso, si lascia leggere, ma è tranquillamente dimenticabile.

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Basil – Wilkie Collins

BasilBasil by Wilkie Collins

My rating: 3 of 5 stars

Opera giovanile di Collins, che dimostra già la sua capacità di avvincere il lettore, ma la cui creazione dei personaggi lascia un po’ a desiderare (rispetto alla creazione di personaggi che poi Collins ha saputo dimostrare in opere successive).

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Mostra Robert Capa allo Spazio Oberdan a Milano

capa

Robert Capa è stato un fotografo ungherese.

I suoi reportage rendono testimonianza di cinque diversi conflitti bellici: la guerra civile spagnola, la seconda guerra sino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana e la prima guerra d’Indocina (fonte: Wikipedia).

La mostra dedicata al fotografo allo Spazio Oberdan si concentra su un periodo specifico di attività, ovvero il periodo tra il 1943 e il 1944 in cui seguì l’esercito americano in Italia, documentandone la campagna.

Si tratta di foto tra loro piuttosto diverse, ma che si possono ricondurre fondamentalmente a due grandi filoni: le persone e la guerra in sé e per sé. Nel primo filone vediamo soprattutto gli “italiani liberati”. Ci sono tantissime foto di siciliani in festa, bambini, persone che cercano di tornare alla normalità postbellica. Oppure una breve serie in un ospedale improvvisato in una chiesa: allo stesso tempo intime e distaccate. Nel secondo filone invece è rappresentato l’esercito che avanza, i caduti trasportati, i militari in divisa. Sono soprattutto questi scatti a mostrare l’antieroismo della guerra: le ore di appostamento, le lunghe marce, lo squallore che circonda i soldati.

Non è una mostra immensa, ma è sufficiente a mostrare la bravura del fotografo nel cogliere alcuni aspetti importanti della campagna in Italia e la situazione che viveva il nostro Paese in quel periodo.

Non sono né un’esperta di mostre, né un’esperta di fotografia in generale, però posso dire solo che la mostra mi è piaciuta molto e che consiglio a chiunque di andarci, anche se non ha una particolare propensione per il contenuto o per il mezzo espressivo. Le foto parlano da sé, a chiunque.

La mostra è a Milano fino al 26 aprile, allo Spazio Oberdan, in Viale Vittorio Veneto 2. Informazioni sugli orari di apertura qui.

Disclaimer: hai scritto queste quattro righe di tua spontanea volontà, non sei stata pagata e nemmeno istigata per farlo e l’unica motivazione è da ascriversi al tuo entusiasmo per la mostra stessa.

Giallo uovo di Carlo Flamigni


Ho letto questo “giallo” un po’ per caso, perché mi piace intervallare letture serie con altre di intrattenimento e perché in questa estate fatta di molti spostamenti preferivo romanzi brevi a tomoni infiniti che rischiano di lasciarti a metà sul più bello tra un imbarco e un atterraggio. “Giallo uovo” è perfetto da questo punto di vista, si legge in un giorno.
La trama, in breve è questa: c’è un’organizzazione malavitosa che prospera sulle colline romagnole. Il “delfino”, nonché genero del grande capo, ha un’amante giovane, bellissima e arrivista, che vorrebbe di più dalla sua relazione clandestina e sa che l’unico modo per ottenere di più dal suo uomo è dargli il figlio (maschio) che non ha potuto avere dalla moglie (la figlia del capo, nonché lesbica). In questo si fa aiutare da uno dei tuttofare della banda, tale Primo, detto Terzo. Perché tutti in questo romanzo, hanno un soprannome, come è d’uso nei paesini di Romagna e già i soprannomi sono spassosissimi.
La faccenda, come è facile presupporre, si complicherà e alcuni dei personaggi coinvolti moriranno. Sarà Primo a scoprire e a spiegare al capo della banda cos’è successo e a svelare alcuni dei misteri della vicenda.
Più che la trama in sé, interessante fino ad un certo punto, sono i personaggi, i modi di dire, l’uso colorito del dialetto romagnolo, il punto forte di questo romanzo. Io a leggerlo mi sono divertita moltissimo, tant’è che mi sono procurata tutti gli altri romanzi della serie, da tenere da parte per momenti tristi, blocchi del lettore o eventuali momenti morti in aeroporto.
Lo consiglio a tutti quelli che cercano un romanzo d’evasione, non troppo impegnativo, che faccia sorridere ma che sia scritto decentemente e che tenga compagnia.
Voi avete letto qualche allegro romanzo di intrattenimento questa estate o preferite il mattonazzo che duri tutta la vacanza?